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Greatbatch, morto in silenzio! Ma degno di grande ricordo!

Se n’è andato, quasi in punta di piedi, alla veneranda età di 92 anni Wilson Greatbatch, ingegnere e professore, nella sua città di Buffalo (New York). Sposato per quasi 60 anni con la moglie Eleonor e padre di 5 figli. Ha studiato Ingegneria elettronica alla Cornell University ed a Buffalo. Ha prestato servizio in Marina, combattendo nella Seconda guerra mondiale. Ha insegnato ingegneria dal 1952 al 57 e, nel 1970, ha fondato l’azienda che porta il suo nome. Azienda produttrice di “batterie per Pacemaker”.
Greatbatch ebbe un’esistenza segnata da un’instancabile voglia di scoprire ed inventare, registrando oltre 150 brevetti ed ottenendo l’ammissione alla “Hall of fame” degli inventori ad Akron (Ohio).
Ma la fama che ha reso Greatbatch immortale, per cui dovrà essere ringraziato in tutto il mondo da milioni di persone, cardiopatiche, è il “Pacemaker”. Nel nostro Paese, nel 2004, ne sono stati impiantati 30.641, con un incremento di impianti censiti di +3%, rispetto al 2003; 540 per milione di abitanti.
Una micromacchina (questo pacemaker), impiantabile sottocute dai cardiologi di tutto il mondo, in grado di stimolare il battito cardiaco e permettere di vivere un’ottima qualità di vita, senza particolari accorgimenti, se non stare attenti a sottoporsi ad indagini con risonanza magnetica!
Greatbatch, morto nel silenzio delle cronache da parte dei mass media! Rimarrà nella storia della medicina e delle scienze come il “papà del pacemaker cardiaco impiantabile”. Strumento impiantato per la prima volta nel 1960, al Veterans’ Affairs Hospital di Buffalo, su un uomo portatore d’una gravissima bradicardia che, dopo l’impianto, quasi miracolosamente, riuscì a vivere altri 18 mesi.
Nel 1983 questo dispositivo biomedico è stato definito “uno dei 10 grandi contributi dell’ingegneria alla società moderna”, dalla Società Nazionale degli ingegneri professionali, avvalendogli il premio “Lemelson-MIT Prize” nel 1996, all’età di 76 anni. Una ultima profezia di Greanbatch prima di morire è stat la previsione che; le risorse energetiche, rappresentate dai combustibili fossili sul nostro pianeta, si esauriranno entro il 2050.

Ricercatori italiani si propongono guaritori dell’influenza!

Un gruppo di ricercatori del laboratorio di microbiologia e virologia di “Laboraf diagnostica e ricerca” dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, guidati da Massimo Clementi e Roberto Burion, sono riusciti a clonare i geni codificatori di un anticorpo, fornito di una potenza straordinaria (mai conosciuta!), in un uomo immune a qualsisi tipo d’influenza.
È stato così possibile sintetizzare una molecola anticorpale, in grado di neutralizzare qualsiasi tipo di virus influenzali conosciuto negli ultimi 90 anni, a partire da quello della Spagnola del 1918 fino al recente ceppo pandemico di influenza suina H1N1 del 2009. Molecola riproducibile in laboratorio illimitatamente.
Secondo i ricercatori, questa scoperta, aprirebbe le porte ad una nuova generazione di vaccini antinfluenzali, un efficacissimo nuovo armamentario, che permetterebbe di stimolare anche nelle persone non secretrici, questo super anticorpo, capace di bloccare persino, il virus dell’influenza aviaria (tipo H5), bestia nera per patogenicità e tendenza ad adattarsi all’uomo.
Peraltro potrebbe essere allestito un vaccino contro ogni tipo di virus influenzale, somministrabile una sola volta nella vita, soprattutto nei pazienti fragili e vulnerabili come: bambini, anziani, malati (broncopneumopatici cronici, diabetici, ecc).
Nella nota dell’IRCS di Via Olgettina si legge che è imminente la sperimentazione clinica. Articolo pubblicato il 6 dic 2011 su Adnkronos Salute.

Comprare farmaci on line è un grosso rischio per la salute!

Il monito non arriva dai farmacisti (quindi esente da possibili interessi di categoria) bensì, da un comandante dei Nas, in corso di un dibattito su “farmaci e farmacie illegali”, pubblicato su news DICA33 del 2.12.2011.
L’esperto ha denunciato la presenza di losche figure (cyber pusher) che comprano farmaci da internet, per poi spacciarli ad ignori acquirenti, inesperti di navigazione su internet oppure renitenti ad acquistarli presso le farmacie.
I farmaci illegali soventemente spacciati, a detta del relatore, sono quelli per le disfunzioni erettili (cialis, viagra, levitra) oppure farmaci anoressizzanti o “dimagranti”. È stato ribadito dall’esperto, durante il dibattito che addirittura il 96% dei siti specializzati in questa vendita sono “illegali”. Peraltro, recentemente, è stato oscurato un forum online frequentato da ben 4milioni di utenti in cui veniva venduto un farmaco dimagrante considerato dall’agenzia AIFA illegale.
Attenzione ed oculatezza. Diffidate e fate diffidare, quindi! È in rischio il dono prezioso della salute!!
Nel salutarvi cordialmente vi invito ad entrare a fare parte del mio network di medicina ed umanità, registrandovi dopo avere fatto il LOGIN. Ritenendomi onorato per questo.
Felice giornata ab imo corde. CS

Anziani assititi in Inghilterra? Dati raccapriccianti!

Una recentissima indagine sull’assistenza domiciliare alle persone anziane fragili e dipendenti, in Inghilterra, confezionata dalla “Commissione sull’uguaglianza ed i diritti umani”, ha fornito risultati che dire raccapriccianti è poca cosa!
Infatti, su 500.000 persone assistite, oltre la metà lamenta non solo scarsa qualità dei servizi ma anche “totale mancanza di rispetto dei fondamentali diritti umani”.
Sono emerse, infatti, situazioni di totale scarsa mancanza di rispetto della dignità nei confronti di creature sole, fragili e totalmente dipendenti, in momenti delicati quali l’accudimento dell’igiene corporale, oltre a violenza fisica, verbale, e persino azioni di franca delinquenza con furti. In alcuni casi è stato denunciato il rifiuto da parte degli assistenti domiciliari a riscaldare i pasti o sparecchiare un tavolo, lasciando i resti nei piatti anche per settimane!
Il commento fatto dal presidente degli Enti Locali: il sistema del welfare è sottofinanziato e necesita di riforme urgenti.
Intanto mentre i ministri conciano e discutono, la popolazione continua ad invecchiare ed aumentano i casi di persone che necessitano di assistenza domiciliare!

Infermiera di notte? Rischio coronarico immanente!

L’allarme giunge da uno studio, presentato al Canadian Cardiovascular Congress 2011 di Vancouver, promosso dalla Heart and Stroke Foundation e dalla Canadian Cardiovascular Society, a firma Joan Tranmer.
Sono state esaminate 227 infermiere di età compresa fra 22-66 anni che esercitavano la loro professionre in due ospedali dell’Ontario. La ricerca ha tenuto conto di tutti i possibili fattori di rischio per la S. Metabolica. Conclusioni dello studio: 1 infermiera su 5, impegnata in turni di notte che è arrivata alla mezza età, presenta almeno 3 indicatori di rischio cardio vascolare quali: ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, obesità viscerale od ipertensione arteriosa e bassi livelli di Colesterolo HDL. Il 17% delle turniste soffriva, inoltre di S Metabolica ed il 38% d’ipertensione arteriosa. Il 60% aveva un’obesità viscerale, elemento spia importante d’infarto, ictus e diabete mellito tipo 2. Questa ricerca pone, pertanto l’indice attentivo alle operatrici sanitarie turniste, richiamandole ad una migliore attenzione ai possibili, fattori di rischio cardio vascolari, in agguato.

Lavori troppo? Attento alle coronarie!!

Un monito che ci giunge dall’Inghilterra (Stato Europeo che continua ad adottare la sterlina e la “guida” a sinistra), a consuntivo di uno studio epidemiologico condotto su 7000 lavoratori inglesi dal 1991 al 2004. Lo studio condotto da Kivimaki e coll, pubblicato su “Annals of Intern. Med: 2011 apr 5;154.57″, dopo aggiustamenti in base ai fattori di rischio (stabiliti dallo studio Framingham), ha rilevato che chi lavora 10 e più ore al giorno, va incontro a rischio cardiovascolare, superiore, a quanti prestano 7-8 ore di lavoro. Pertanto, se vogliamo bene alle nostre coronarie, dobbiamo prestare attenzione a non superare le 7-8 ore di lavoro al giorno!!
Orbene non sappiamo se il rapporto ore lavorative e coronaropatie sia semplicemente casuale o causale! Ciò che conta è il sapere che i risultati dello studio evidenziano l’importanza dei fattori psicosociali “stress lavorativo” nella genesi delle cardiopatie acquisite. Buon lavoro cum judicio…a chi ha la fortuna di possederlo! Carmelo Sebastiano 21 ott 2011

3 Sett 11 Preghiera per il matrimonio di Giovanni e Laura Giovanni

Dilettissimo Signore Gesù Cristo, mansuetissimo agnello di Dio.
Il luogo santo sì caro, rappresentato dall’amatissima ChiesaMadre dei SS Vito e Modesto, trapuntata a festa, mi sollecita ad invocare, con forza ed insistenza, consolazione e grazie.
Ho pregato nel silenzio del mio cuore. Ho pregato a voce alta nell’assemblea dei fedeli, coi familiari, parenti, con tutti i numerosi amici, con la preziosa rappresentanza dei beneamati Cav di S. Marco, tutti sì vicini ai sentimenti di unpapà, epidemicamente emozionato
Ora, voglio pregare gridando. Voglio essere insistente come Bartimeo, cieco e mendico. Figlio di Davide …abbi pietà di me…fragile peccatore…consola il mio cuore fatto di carne, consola questo cuore di padre…consola il cuore della mia dilettissima sposa e madre tenace, consola il cuore di mio figlio Paolo.
Dio di Giacobbe, apri gli occhi, accecati dall’amore di noi genitori e di nostro figlio Paolo, che vorrebbero sempre tener con sè, una sì cara preziosa creatura: Giovanni.
Gesù di Nazareth, il nostro Giovanni che, non ha mai posseduto un’età cronologica, ma una natura del tempo, come Karios, come tempo di Dio, Giovanni, figlio amato e vezzeggiato, fin dal giorno in cui il suo primo vagito ha accarezzato le nostre attente, orgogliose, impacciate, orecchie, in questa santa mattina, abbandona il nostro nido familiare. Abbandona una gara affettiva, modulata continuativamente dalla mitezza, pazienza, dedizione, intelligenza, virtù, attenzione, saggezza, bontà!
Diceva padre Pio che la preghiera deve essere insistente, denodando l’insistenza un forte sentimento di fede!
Supero, allora, il sentimento di timidezza, ancora radicato in me, e divento insistente ed iterativo nella preghiera, invocando ad intercedere per questa mia pressante orazione, Maria Santissima, vergine del monte Carmelo, San Sebastiano, i Santi Giovanni e Paolo, Santa Mara, Santa Francesca, Santa Laura di Cordova, i SS Vito e Modesto, san Gregorio Magno, tutti gli angeli, gli arcangeli, i serafini.
Amabilisimo Signore Gesù Cristo, fa che i miei occhi, accecati dall’amore si aprano pienamente alla luce dell’epiclesi del sacramento del matrimonio, di Giovani e Laura. Non voglio essere insistente per convincereTi, voglio pregare ed essere insistente perchè tu disponga me e la mia dilettissima moglie, alla capacità di distinguere chiaramente ed accogliere la grazia, scesa quest’oggi sulla mia famiglia, sull’assemblea dei fedeli e su questa neonata famiglia di Giovanni e di Laura, formata come unica carne Apri i nostri occhi, offuscati dal pianto e dai sentimenti negativi dell’uscita di casa, ad accettare lo splendore, la dolcezza, la mitezza e la purezza di Laura come dono di Grazia e non come interruzione di legami affettivi, consolidati e tenaci, di una famiglia da sempre intimamente palpitante.
Signore degli umili e dei potenti, apri i nostri occhi alla consapevolezza che oggi Giovanni e Laura, entrano in intimità con la vita Trinitaria, diventando testimoni dell’alleanza tra Cristo e la Chiesa.
Dona a noi genitori ed anche alla mamma Francesca, la capacità di lenire il sano lutto, dovuto ad una necessaria, fisiologica, separazione, infondendo pace e consolazione. Fà che il matrimonio di Giovanni e di Laura rimanga un dono d’amore e che non si trasformi, mai, in un’arma letale dell’egoismo. Fà che Giovanni e Laura possano sempre, per tutta la loro esistenza terrena, condividere questa sacramentale vocazione all’amore, senza restringerla nell’ambito umano. Fà che questa manifestazione d’amore, così teneramente vissuta in molti anni di fidanzamento, rimanga tale nel lungo tempo e non divenga mai diritto e dovere da soppesare, sostituendosi alla santissima Trinità.
Ti ringrazio per tutti i doni preziosi che non hanno mai temuto tignola, nè ruggine, concessi alla mia, piùche insignificante persona, nel percorso della esistenza.
Ti ringrazio per avermi dato genitori capaci e presenti, che mi hanno instruito a scorgere Te nel prossimo sofferente e bisognoso.
Ti ringrazio per avermi voluto affidare ad insegnanti e sacerdoti esemplari, che hanno saputo perfezionare quanto teneramente insegnatomi dalla mamma Emilia con esemplare costanza.
Ti ringrazio per avermi permesso di vivere la professione di medico e per avere indirizzato la mia mente ed il mio cuore a curare, assistere e lenire la sofferenza ed il disagio di tantissime persone, con attenzione e passione.
Ti ringrazio per avermi dato una dilettissima sposa, donna bellissima attenta, fedele, sapiente, presente, tenace.
Ti ringrazio di avermi dato figli sani, timorati di Dio, amanti della famiglia e del prossimo, coerenti e benevoli.
Ti ringrazio per avermi permesso d’instaurare legami affettivi profondi, solidi e preziosissimi, ancor più dei diamanti, con la famiglia di mia moglie. Famiglia sì cara al mio cuore, anche nel tenero indelebile ricordo della dolcissima nonna Celestina e di nonno Piero, suo dilettissimo sposo. Sicuramente, i nonni di Giovanni, custodi quando erano sulla terra dei viventi, stanno ora partecipando, intensamente ed efficacemente, a questo indimenticabile matrimonio, nell’assemblea dei santi e degli angeli, assieme anche al nonno Giovanni che starà suonando, con arte e sentimento, il suo violino, nell’armonioso sublime coro degli angeli.
Ti ringrazio Onnipotente e Buon Signore, per avermi concesso la presenza affettiva discreta e solidale di tantissimi amici che hanno voluto accompagnarmi, sostenere e rallegrarsi per questo irripetibile avvenimento nel consorzio della vita, specialmente gli amici cavalieri di San Marco.
Ti ringrazio per avermi concesso oggi, festa di San Gregorio Magno, l’immersione nel dono sacramentale del matrimonio di Giovanni e di Laura con la mente ed il cuore di papà. Un papà felice di ricoprire un ruolo genitoriale importantissimo, che non potrà mai scadere nè essere collocato in pensione.
Altissimo onnipotente creatore dei cieli e della terra di tutte le cose visibili ed invisibili ti affido e raccomando Giovanni e Laura, con la forza delle lacrime della commozione più intensa.
Roccia della nostra salvezza, accetta ed esaudisci questa mia insistente preghiera nell’assemblea dei fedeli e perdona i miei peccati.
Sia lodato Gesù Cristo.

Le forze ti mancano? Mangia la buccia della mela!

Un recente studio, condotto da un team di ricercatori, sotto la guida di Christopher Adams dell’Università di Iowa, nella contea di Johnson (Stato dell’Iowa), editato dalla rivista “Cell Metabolism”, ha evidenziato che il declino muscolare, tipico dell’età senile, può essere facilmente combattuto senza dover sudare le classiche sette camicie, della frequenza assidua in palestra e, nemmeno, dover fare uso di farmaci od integratori alimentari!
Basta soltanto…. mangiare una mela intera, con tutta la buccia.
La scoperta è partita dalla idea di trovare possibili sostanze, capaci di contrastare i cambiamenti genetici dell’atrofizzazione muscolare (sarcopenia) che, solitamente, si rileva nelle persone ultra65enni.
Il dr Adams, dopo aver studiato oltre 1300 sostanze, si è imbattuto sull’acido ursolico, presente abbondantemente nelle bucce delle mele.
Ebbene, gli animali da esperimento (cavie), trattati con supplemento di acido ursolico mostravano, sorprendentemente, più forza e maggiore resistenza muscolare, rispetto agli altri animali non supplementati.
Ma oltre a ciò, gli animali trattati, avevano il tasso colesterolemico e di altre sostanze, legate al metabolismo lipidico, più basso.
A questo punto della ricerca, ritorna, forte, il messaggio di un antico indimenticato slogan che recitava: una mela al giorno toglie il medico di torno.
Sicchè questo delizioso, gustoso, frutto continua a stupire il mondo scientifico per le sue ricche proprietà salutari, legate alla presenza di polifenoli, antiossidanti, con una quantità di zuccheri contenuta, adatta per le diete ipocaloriche.
Orbene, sulla base di questo interessante studio di Cristopher, se la mela viene mangiata anche con la buccia, (opportunamente lavata), le proprietà nutrizionali del frutto vengono preservate e si assume anche l’acido ursolico, sostanza che fa molto bene ai muscoli, intervenendo sul processo di degenerazione muscolare, età dipendente.
Per la cronaca l’acido ursolico, oltre che nelle bucce della mela, di trova anche in altri prodotti: prugne, mirtilli ed in alcune erbe aromatiche: timo, basilico ed origano.

L'Italia? Una Nazione Farmacodipendente!

Una recente indagine pubblicata da Adnkronos Salute, descrive una Nazione, la nostra, farmaco dipendente.
Infatti nel 2010 l’osservatorio nazionale sull’impego dei farmaci (OAMED) ha registrato l’acquisto di 1.8 miliardi di confezioni farmacologiche, pari a 30 confezioni a testa per anno. Per l’acquisto di tali farmaci vengono spesi 26miliardi di € all’anno di cui il 75% rimborsato.
Nelle case degli italiani ci sono armadietti stipati di medicinali, che si arricchiscono ogni anno di 30 nuove confezioni e che gravano soprattutto sul Sistema Sanitario Nazionale.
Forse è più facile e più semplice assumere un farmaco, piuttosto che modificare il proprio stile di vita.
Analizzando il rapporto, stilato da ISS ed AIFA, si scopre che i consumatori più accaniti sono i bambini e gli Anziani. Ben otto bambini su dieci ricevono in un anno almeno una prescrizione per antibiotici od antiasma.
In generale i farmaci più utilizzati sono quelli per il sistema cardiovascolare, seguiti da quelli gastrointestinali e da quelli per il sistema nervoso centrale.
In quest’ultimo ambito il rapporto OAMD segnala un aumento consistente degli antidepressivi (35,7 dosi ogni mille abitanti, contro le 34,6 del 2009).
Le Regioni del Sud sono quelle che, in generale, fanno maggior consumo di farmaci, tranne per gli antidepressivi e i farmaci contro il dolore cronico, che al Sud non vengono prescritti.

Poca vitamina D? Demenza in agguato!

Un recente studio condotto dal Framingham Offspring su una coorte di 1382 pazienti, avente un’età media di 60 anni, ha evidenziato che: bassi livelli di vitamina D si associano a riduzione del volume dell’ippocampo e, conseguente, peggioramento delle prestazioni cognitive.
Sulla base di queste affermazioni è stato condotto un ulteriore studio, questa volta su una coorte di 5.596 pazienti, tutte donne e con età media di 80 anni.
Questa coorte è stata suddivisa in due gruppi a seconda se assumevano vitamina D a dosi inadeguate (minore di 35 microgrammi/settimana) od adeguate (maggiore o uguale di 35 microgrammi/settimana).
Si è visto che, dopo somministrazione del test cognitivo (SPMSQ), il punteggio numerico aumentava nettamente nelle donne anziane, trattate con vitamina D a dosi adeguate. Anche per questa ragione la Vitamina D è stata definita “neurosteroide”, in grado di regolare la neurotrasmissione ed inoltre la neuroprotezione e la neuromodulazione.
Il suggerimento è quindi quello di una sana abbronzatura (vista la stagione estiva in fieri). E per il resto dell’anno: trattamento con dosi adeguate, settimanali o mensili di Vitamina D3.

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